IL TEMPO DELLE MELE
La Lituania mi ricorda la mia classe delle medie. Le ragazze sbocciano come fiori a prima vera, le gonne si accorciano, le magliette si stringono: sorridenti e sgambettanti spostano la loro attenzione dalle bambole ai 'bamboli'. I ragazzi invece, dal canto loro, mezzi uomini e mezzi bambini, se ne stanno per conto loro pensando a 'cose da uomini': parlano di calcio, di macchine, di sport, iniziano a ubriacarsi, giocano a pallone, si spremono i brufoli.
E la Lituania è un po' così. Attraversi Gedimino (la strada principale, ribadisco a beneficio dei più distratti) di sabato pomeriggio e ti ritrovi su una passerella attraversata da un'ampia gamma di umanità femminile sorridente e, in alcuni casi, ammiccante. Arrivi in piazza della Cattedrale e ti imbatti nella controparte maschile tutta impegnata dall'antistress che, preso a calci, vola tra i membri del gruppo.
E se è vero che non tutte le ragazze sono stupende (...oddio...), è vero che non tutti i ragazzi sono stupidi: i più evoluti li trovi davanti al centro commerciale Europa, che trabocca di presenze femminili come Gedimino, a farei funamboli tra campi da basket e piste per gli skateboard e le bici da cross. E mentre le ragazze, sconsolate, li guardano dalle panchine sperando che prima o poi smettano, loro, che sembrano polli, di sera smettono. E quando le ragazze sperano in qualche attenzione, loro se ne vanno in birreria a ubriacarsi, rigorosamente tra uomini.
E poi si incazzano con gli stranieri che gli 'rubano' le donne.
Che popolo strano.
Saluti.
USL
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