QUANDO UN POPOLO E' STRANO E' STRANO...
Le galline fanno "COCCODA", i galli fanno "ICCHICHI". I cani fanno "UOF UOF" mentre i gatti se la cavano con il classico "MIAO". La papera fa "CRA" mentre la rana fa "QUA".
Ora non sono un esperto di linguistica contrastiva dei linguaggi animali, né ho mai sentito una papera lituana starnazzare o una rana lituana gracidare. Però se fino al gatto, obiettivamente, c'è poco da obiettare, da che mondo e mondo la rana fa "CRA" e la papera fa "QUA". Per cui o le papere e le rane lituane sono difettate oppure questo è un popolo strano. Ma strano forte. E quando glielo dici rispondono che non è vero.
Che poi io dico: "strano" non vuol dire mica per forza "schifocaccapipì". A me 'sti lituani piacciono un sacco (...), anche se quando gli dici che sono un popolo strano ti rispondono di no. E anche se con gli animali non ci capiscono granché (chissà come fa la "Vecchia fattoria lituana").
Arriva sabato sera e tu, giovane forestiero, esci di casa in cerca di vita mondana ritrovandoti senza sapere bene il perché in un bar del centro gestito da italiani ad ascoltare "La Passion" di Gigi D'Agostino. E mentre una lacrima ti solca il viso ( un po' per la commozione, un po' per la nostalgia e un po' perché "La Passion" è finita e c'è "Baila Morena" di Zucchero che è un "riempipista" in tutti i discopub (provate a dire che non sono strani...)), ti dirigi, sempre senza saper bene il perché, verso una discoteca.
E mentre sei lì che fai la fila, ti ritrovi quattro "stangone" notevoli dietro di te che disciplinatamente attendono il loro turno.
Arrivi davanti al buttafuori che fa entrare te e il tuo amico ma blocca bruscamente le stangone dicendo loro di aspettare un attimo. E se finora non hai capito bene il perché del tuo percorso, quì è meglio che non ti chiedi perché - ci penseresti per anni senza trovare una risposta.
E mentre i tormentoni dance che hanno segnato la tua adolescenza (in Italia ormai non passano più né allo Studio né su DiscoRadio) il fumo invade la pista piena zeppa di giovani lituani che, fomentati sulle note della "commerciale", ballano e bevono con poche soluzioni di continuità. E mentre balli fai il conto di quanto hai speso tra pub degli italiani e discoteca e ridi, perché in Italia con gli euro equivalenti avresti mangiato sì e no un panino al chiosco nel dopo-disco. E allora ridi e balli per tutta la notte, che quando esci è già finita (alle 4.30 c'è già luce). "Che figata" pensi. Ma ancora non ti rendi conto - ingenuo che non sei altro - che a casa tua non ci sono le tapparelle e che resistere al sole delle 11 (che non è che riscaldi molto ma che, stanne certo, arriverà dritto ai tuoi occhi) sarà un'impresa.
Ma in qualche modo te la cavi, è domenica pomeriggio e vuoi uscire. Beato te. Senti un ticchettìo fastidioso, apri le tende e scopri il bello della Lituania: quando meno te lo aspetti piove a dirotto.
Perché se 'sti lituani sono strani, il loro tempo è più strano di loro. Alla mattina, per non sbagliare, escono sempre con obrello e impermeabile, ma sotto sono pronti a sguinzagliare magliette a mezze maniche e pantaloncini corti. E quando capisci perché lo fanno, capisci anche che devono avere anche dei begli anticorpi per resistere alla broncopolmonite. Perché quì, in questo periodo ma credo in tutto l'anno, ogni giorno ripercorre tutte e quattro le stagioni. Almeno un paio di acquazzoni - lituani, non italiani - rompono le fasi di sol-leone che sciolgono i ghiacci che si sono composti nelle fasi glaciali che precedono i temporali.
Ma le cose strane non succedono solo in Lituania...Mi dicono che Shevchenko vuole andar via dal Milan, che Totti è tornato in campo e che c'è addirittura qualcuno è riuscito a inserire le parole "Moratti", "Vittoria" e "Milano" in una sola frase, per di più di senso compiuto (pare però che non si tratti di calcio).
Non lo so, troppe stranezze, non capisco: ma non è che quello strano sono io?
Nel dubbio vi saluto.
A presto.
USL
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