Friday, August 11, 2006

DICIOTTESIMA PUNTATA

PUBBLICAZIONE EX POST, MA EX POST DI BRUTTO: ERA DEL 12 AGOSTO

Poooporoppoppoppoooopooooooooopoooporoppoppoppoooooopoooooooo

Benvenuti a Croncache Lituane, "una trasmissione fortissime fatta di gente fantastici", che stavolta trasmette dall'Italia. A proposito: che fine ha fatto Disco Radio?

Torni da 2000 km con poche certezze in tasca. Ri-sali in macchina dopo più di tre mesi e mentre gioisci perché ti rendi conto di essere ancora capace di guidare ti disperi perché sui 107.300 non c'è più "la radio disco". E allora pensi:"è cambiato tutto, in tre mesi è cambiato tutto, non è possibile". "Dove hai detto che sei stato?" ti chiedono i tuoi amici sorridendo, "a Vilnius" rispondi tu mentre ti rendi conto che il loro sorriso vira verso un'espressione interrogativa: "e come ti sei trovato?" chiedono, mentre dai loro occhi leggi un'altra domanda ("ma dove cazzo è Vilnius?"). "Bene, una figata": da quì le domande diventano le più disparate. "Ma in che lingua parlavi?", "Giapponese"; "Hai conosciuto qualche lituano?", "No, uscivo solo con i cinesi e con i senegalesi, ce n'erano tanti, basta guardare la posizione geografica..."; "Hai visto che l'Italia ha vinto i mondiali? Qui abbiamo festeggiato...", "No, ero in bagno. E non ho festeggiato perché era finita la carta igenica", "E le ragazze lituane come sono?", "Intelligenti. Incredibile...", "Ma sono fredde?", "Quando muoiono", "Ma te la danno subito?", "Prima ancora che tu gliela chieda, loro sono lì che aspettano gli italiani apposta per dargliela, non vogliono né francesi né tedeschi né spagnoli né lituani né russi"; "Ma dove abitavi?", "A Milano, facevo da pendolare", "No, dai, fa il serio: intendo dire in una casa?", "Avevo un igloo, era un po' umido ma pagavo poco di affitto"; "Ma all'Istituto Italiano di Cultura c'era qualcuno che parlava italiano?", "No, come dice il nome è un ente del governo canadese per cui si parlava inglese o francese"; "Cosa ti è mancato dell'Italia?", "Le domande intelligenti". Sei tornato in Italia da meno di una settimana ma già ti rendi conto che infondo non è cambiato proprio niente. Perché anche Disco Radio c'è ancora, basta solo cercarla bene.

Ci eravamo lasciati con un magone e con la tristezza per l'imminente partenza. E allora flash back. Siamo all'aereoporto di Vilnius. Dieci ragazzotti italiani al check in aspettano i voli Flylal per Roma e Milano. Occhi lucidi, musi lunghi: "E' che sono un po' ubriaco...No, è che stanotte non ho dormito..." poche balle, sembra che stiamo partendo tutti per la guerra più che per l'Italia.

Noi che in Lituania ci siamo stati e che in Lituania ci siamo divertiti, noi che abbiamo trovato un altro mondo e ci è piaciuto, da lassù non vorremmo mai ripartire. E i lituani non lo capiranno mai: per loro l'Italia è il paese del sole, il paese dove la gente ride sempre, il paese dei sogni; e la Lituania è il paese del freddo, del -30° in inverno, il paese dalla gente triste, che non ride e che è scontrosa, "ever worried for something". I lituani questa nostra tristezza non la capiranno mai, loro che all'aereoporto guardano increduli con "gli occhi di Schillaci a Italia '90" i nostri occhietti spenti, loro che partono dalla Lituania rinunciando a lavori più che dignitosi per finire in Norvegia a raccogliere le fragole, per badare ai bambini inglesi, per servire birra agli irlandesi. E non lo fanno solo per ragioni economiche - assolutamente plausibili, considerando il livello medio degli stipendi in Litas. Lo fanno perché la Lituania non gli piace. Non a tutti ma a molti. Il contesto sociale è precario, l'alcolismo è una piaga profonda della società, tutte le mamme prendono antidepressivi, il tasso dei suicidi è tra i più alti d'Europa. Perché se un medico prende quattrocento euro al mese (un infermiere molto meno) io spero di non andare mai in ospedale. Perché un paese che cambia sedici governi in quindici anni di indipendenza - con un Presidente della Repubblica segato perché corrotto- qualche problema da risolvere ce l'ha. Perché se un milione di lituani - a fronte di tre milioni e mezzo - negli ultimi cinque anni se n'è andato via, qualche questione da risolvere evidentemente c'è.

Hanno corso e continuano a correre. Anche se non lo dicono, i nostri amici lituani sono in cerca di certezze, stanno mettendo tanti timbri, vogliono dimostrare di essere europei. E allora se un ente francese dice che il centro geografico d'Europa è a venti chilometri a nord di Vilnius (e io mi chiedo come diavolo sia mai possibile che il centro d'Europa sia a Vilnius...) ci mettono una lapide e ci fanno un parco; e se Bush scrive su un mattone che "tutti i nemici della Lituania sono nemici degli Stati Uniti" loro appiccicano quel mattone sul comune vecchio nella seconda piazza della città, se all'indomani dell'indipendenza il Papa viene invitato per investire ufficialmente un colle artificiale di venti metri sul quale i lituani hanno piantato - e continuano a piantare - mille croci per ribadire il loro cattolicesimo sventolato in faccia ai caterpillar sovietici. Un paese che ricostruisce un palazzo reale distrutto cinquecento anni fa perché simbolo dell'identità lituana è un paese in cerca di se stesso. Un paese che appena può organizza sfilate e cerimonie in maschere medievali è un paese in cerca delle proprie radici. Ma hanno fatto tutto in quindici anni.

E a tutti noi che infondo della Lituania ci siamo innamorati viene difficile spiegare dove sia il bello della Lituania. Forse sta nelle birre - penso al passaggio da una Kalnapilis a 5 litas a una Sant Ambreus a Milano pagata 5 Euro con una qualità paragonabile "manco lontanamente" - forse nelle chiese e nei musei (...), forse nel basket, forse nel teatro di Necrosius o nella musica jazz....o forse nelle chiese e nei musei quelli veri.

Ad ogni modo la Lituania ti viene dentro. L'importante è non venire dentro la Lituania.

Saluti.

USL

Thursday, July 27, 2006

DICIASSETTESIMA PUNTATA

E VISSERO TUTTI FELICI E CONTENTI

Preambolo. Solo il una vittoria mondiale poteva tirar su le sorti del nostro campionato, precipitato in uno degli abissi più profondi che l'umanità avrebbe potuto concepire. E vittoria mondiale è stata. Anzi è te-stata. Perché un giocatore che con due colpi di testa ha steso il Brasile - dopo un'indimenticabile passeggiata sul corpo di Fuad Amin, capitano dell'Arabia Saudita - e con altrettanti ha mandato ko Jochen Kientz, difensore dell'Amburgo, e Marco Materazzi, difensore dell'Italia, si è confermato un giocatore modello. Diciamo un modello dell'Adidas. Dopo che per mesi la Fifa ha parlato di linea dura per il gioco scorretto (dopo le cinque giornate di Milano ci sono state le quattro giornate di De Rossi), è arrivata la sentenza che "se Materazzi avesse detto di essersi tirato da solo la testata Zidane non sarebbe nemmeno stato squalificato". Ma non è tutto. Odio dire "l'avevo detto", ma nel trionfo del cerchiobottismo italico la sentenza che spedisce (solo) in B (solo) la Juve fa contenti tutti. I bianconeri sarebbero potuti finire in B, C1, C2 o Eccellenza - per cui infondo la B va più che bene - Lazio e Fiorentina rimangono in A e il Milan - che sarebbe potuto finire in B - si ritrova addirittura in Champions. E tutti gli altri, che magari avrebbero potuto anche essere coinvolti, infondo ne escono puliti. Ma c'è un altro "addirittura", ed è "l'addirittura" più clamoroso: gioisce "addirittura" l'Inter, che senza sapere né dove né perché né quando, si conferma vincitrice dello Scudetto di Agosto, che quest'anno però vale tanto quanto quello di maggio. Ma dell'anno prima. Insomma c'era una cupola in cui qualcuno decideva, altri ubbidivano e altri ancora ottenevano il proprio tornaconto e come nella migliore tradizione italica sono stati "puniti" (si fa per dire) solo in quattro, quelli cioé che non potevano non essere puniti. E' la morte del calcio. C'era una testata all'ultima partita, una finale di un campionato del mondo - mica scapoli e ammogliati - e infondo è stata colpa di quello che ha subito la testata - c'erano quattro squadre che avrebbero potuto essere spedite all'inferno - per il Milan non sarebbe stata una novità - e si ritrovano addirittura a far la Champions, e c'era l'Inter, la beneamata Inter, che si ritrova addirittura campione d'Italia, perché infondo chissenefrega, tra non assegnare a nessuno uno scudetto e far contento un poveraccio si è preferito - in virtù del cerchiobottismo italico - far contento il poveraccio. Evviva lo sport.

Benvenuti a Cronache Lituane, l'unica trasmissione che riesce benissimo a non parlare di calcio, come il giuridico breve preambolo dimostra. Benvenuti in Lituania, benvenuti a Vilnius. Una città in cui tutto cambia velocissimamente, in cui se ti fermi in un posto per più di dieci minuti rischi di trovarti in mezzo a un cantiere che decide di costruire un palazzo esattamente sulla tua testa. "Sembra la Palermo degli anni '80" mi diceva un italiano che vive qua da tempo e che ne sa. Vilnius, questa città che se non cambia molto tra il giorno e la notte - nel senso che in questo periodo la notte dura circa 10' - cambia drasticamente tra venerdì e sabato e tra domenica e lunedì. Perché se venerdì sera provi a entrare in un Maxima - la principale catena di "alimentari" - qualsiasi, vedi gente che riempie carrelli e carrelli di birra, vodka, qualsiasi altro superalcolico, carne e spiedini. Perché nei weekend qua tutti, e sottolineo tutti, i vilniesi - e non dico gli studenti pendolari, perché quelli sono spariti da mesi - si mettono in macchina e se ne vanno nella casa di campagna, che sovente è sul lago. Ma quando tornano, del lago non si ricordano nulla. I lituani che fanno una gita fuori porta nel week end la fanno esclusivamente per ubriacarsi fino al devasto e al coma etilico - come se non lo facessero anche a Vilnius nei giorni ordinari. Alcuni, quelli più seri, vanno in campagna per "fare giardino". Che a dicembre, quando ci saranno meno trenta gradi e a febbraio, quando ci saranno almeno più trenta centimetri di neve, sparirà nel dimenticatoio senza colpo ferire (e io mi chiedo perché farlo?). Nel frattempo in città non c'è nessuno, è vuoto pneumatico. Ci sono solo turisti. Italiani, di solito.

Benvenuti a Cronache Lituane, questo blog reality show che ormai volge al termine e per cui non impazzano televoti per decidere il vincitore. Un po' perché c'è solo un concorrente, un po' perché non c'è il premio e un po' perché non è una competizione. La tristezza si sta impossessando della scena, il volo Flylal per l'Italia si sta materializzando di fronte agli occhi di chi, infondo, non ha proprio voglia di pensare alla preparazione delle valigie. E che non riesce a finire la puntata in preda a un "groppo in gola" gigante.

Arrivederci a tutti. Sigh.

USL, anzi UST (Un Sacco Lituano, anzi Un Sacco Triste)

Thursday, July 20, 2006

SEDICESIMA PUNTATA

TUTTO IL MONDO NON E' PAESE

Bentornati a Cronache Lituane.

Per cui benvenuti in Lituania, un paese in cui ci sono ancora i vuoti a perdere, le musicassette sui banconi dei supermercati e i juke box nei ristoranti-bar (a proposito, la distinzione non è sempre così chiara).

Benvenuti nel paese delle sigarette (e dei fumatori incalliti) e della birra (e degli alcolizzati incalliti, che spesso coincidono con i fumatori incalliti di cui sopra).

Gedimino Prospekto, giovedì 20 luglio, ore 14 circa. Sole. Un leggero venticello accarezza le foglie degli alberi. Pomeriggio tranquillo.

Traffico contenuto, come al solito c'è silenzio. La gente passeggia e anche io passeggio, pensando al lavoro che mi attende. Palazzo del KGB, l'Accademia di Musica, la Corte Costituzionale, il Ministero di Grazia e Giustizia, la statua di Žemaitė, il Lithuanian Wild, il Lifestyle 69... Tutto è a posto e tutto è bello quando c'è il sole.... Nonostante il viale sia interrotto da un cantiere, come al solito regna la pace. E come al solito cinguettano gli uccellini.

Fiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!BUM!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Che succede?

Striscie pedonali, un uomo attraversa la strada, la prima macchina - guidata da un uomo "in carne" sulla cinquantina - frena per farlo passare, la seconda frena per evitare l'impatto ma succede l'irreparabile.

L'uomo guarda nello specchietto con aria compassionevole, dalla seconda macchina scende una signora distinta sulla trentina - una bionda incredibile con due occhioni azzurri- che sorridendo spara un "laba diena!" all'autista che, con la solita flemma compassionevole, la guarda con l'aria di chi pensa "laba diena mica tanto...", prima di concentrarsi sui paraurti delle due autovetture che non si sono fatti assolutamente nulla.

Una macchina sorpassa le due macchine ferme, abbassa il finestrino e chiede qualcosa.

Risposta negativa, puoi andare, non ci serve nulla, stiamo tutti bene (nel frattempo io mi domando: ma cosa vuoi che si siano fatti, per un tamponamento a 10 km/h???).

Fossimo in Italia la gente uscirebbe in massa dai negozi, smetterebbe di passeggiare per correre a vedere cosa è successo, telefonerebbe agli amici per dire che "non ci crederai ma è appena successo un incidente che c'era un tipo che attraversava la strada, una macchina ha frenato e la seconda lo ha tamponato si sono sfasciate tutteddue le macchine e sono scesi cinque uomini con il cric e dall'altra cinque gnocche incredibili con i cric anche loro e io ero li e ho visto tutto, ora telefono anche a Giuseppe e glielo racconto anche a lui ti saluto perché devo andare a vedere cosa succede ora ciao ti saluto dopo ti richiamo per dirti cosa è successo...".

In Lituania no. La gente non si scompone, nessuno fa un passo per vedere che cosa è successo, il silenzio e la pace regnano sovrani. Se ne fottono proprio, per dirla con finezza. E anche io scelgo l'atteggiamento lituano mentre penso due cose. La prima, ho appena assistito a un tamponamento lituano, che bello. La seconda. Chissà se il simpatico omaccione ha compilato la constatazione amichevole. Ovviamente non per l'assicurazione ma per il numero di telefono...

Ma gli interrogativi durano poco, come i facili entusiasmi figli dell'identificazione con l'uomo della vettura tamponata. In Lituania non esiste la constatazione amichevole: per ogni incidente bisogna chiamare (e aspettare, anche per ore, mi assicurano) la Polizia. Sia che ci siano morti, feriti, auto divelte e lamiere accartocciate che per i micro-tamponamenti un po' più che simbolici.

E mentre vi invito a non "viziarvi" con due puntate in tre giorni, vi saluto cordialmente, congedandomi anche per oggi.

Arrivederci a Cronache Lituane, l'unica trasmissione che se fosse in Shevchenko tornerebbe al Milan.

A presto.

USL.

Monday, July 17, 2006

QUINDICESIMA PUNTATA

CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO!

Bentornati a Cronache Lituane, l'unica trasmissione che è passata, nel giro di un weekend, dalla vodka doppia all'aspirina doppia.

Mi sia concessa qualche riga totalmente politically uncorrect per festeggiare la vittoria sui mangiatori di lumache dalla evve moscia e dalla zuccata facile. Permettetemi un ringraziamento a Bruno Pizzul, che con tutta la sfiga che portava, se avesse commentato lui non avremmo vinto nemmeno se avessimo incontrato in finale la Corea.

Benvenuti a Cronache Lituane, l'unica trasmissione che ha festeggiato, al grido di "Viva la f...!" la vittoria del Mondiale in terra baltica. Che poi per noi dell'82 è un momento storico. Tutti, sottolineo tutti, tranne la mia professoressa di italiano delle superiori che ha detto che "abbiamo sentito degli spari, siamo usciti fuori e ci hanno detto che l'Italia aveva vinto i Mondiali", quando sentono il nostro anno di nascita, pensano alla corsa di Tardelli, ai gol di Rossi, alla voce di Martellini e a Sandro Pertini che si alza in piedi e dice "non ci prendono più".

Finalmente anche noi abbiamo vinto un mondiale!!!E chissà se questa soddisfazione, prima o poi, toccherà agli interisti del 1989 con il campionato....(si tenga conto che i mondiali sono una volta ogni quattro anni...).

E comunque anche dal modo in cui abbiamo vinto il Mondiale ci siamo confermati, una volta di più, italiani. A parte il fatto che eravamo partiti "con le pezze al culo", per dirla in modo educato e raffinato, con un campionato "che non si sapeva nemmeno chi lo ha vinto", e ora ci troviamo a esultare al grido di "Io, Grosso, l'ho sempre detto...", "No no no ma io Materazzi l'ho sempre difeso...." e "Secondo me Lippi doveva essere confermato subbito..." (dalla Gea).

E comunque quando i mondiali li vincono gli altri i giocatori salgono disciplinatamente sul palco, si mettono la medaglia al collo e, come soldati in linea retta, aspettano che il capitano, l'ultimo a salire sul palco, alzi la coppa prima di dare -a volte- il peggio di sé con sceneggiate, baci e abbracci, giro di campo e simpatici caroselli.

Gli italiani no. Sembravano una comitiva dell'asilo in gita premio nel paese del balocchi. Dopo aver pogato in maniera fine e raffinata, mentre si facevano "medagliare" iniziavano a baciare, "farsi fotografare con", toccare, sollevare la Coppa - che a dir la verità nelle mani dei tedeschi, dei francesi o dei brasiliani, mi pareva un po' più grande. E mentre Cannavaro la sollevava, questa era già tutta sudicia.

E mentre l'odore dei tarallucci e vino inizia a espandersi nell'aere, la sentenza di primo grado, dopo che si era parlato di fallimento, decapitazione, castrazione chimica, soppressione e lavori forzati, spedisce al massimo in B la non più scudettata vecchia signora.

Ma poiché siamo a Cronache Lituane e non cronache calcistiche, il baricentro vira sensibilmente verso il nord-est. No, non a Trieste, più a Nord e più a Est. Perché in questi giorni di febbre e influenza non ho potuto fare a meno di guardare la fantastica televisione lituana, facendo tuttavia soventi escursioni in quella -altrettanto pregevole- russa, dalla quale ho appreso, en passant, della sentenza italica. La prima notizia è che i reality show americani e inglesi
arrivano in Lituania con il doppiaggio della solita voce monocorde di cui vi parlavo qualche tempo fa. Io li ho guardati per curiosità, ma mi chiedo che senso abbia guardare dei reality show doppiati: il "bello" dei reality è l'identificazione con un personaggio "della strada" sbattuto davanti alle telecamere; se l'uomo della strada però non è lituano ma americano, e per di più viene doppiato, l'identificazione viene meno e con essa se ne va buona parte del senso del reality. Senza contare che si perde il fascino del televoto, non che per me ce ne sia, comunque vuoi mettere? Che poi oltre a "The Bachelor" - proposto una volta da Canale 5 con poco successo - ho trovato un reality tipo "la talpa" o "l'isola dei famosi", insomma in un ambiente un po' rude,
in cui sei gentili donnine decisamente avvenenti, prosperose e "sportive" (insomma non proprio così rudi) slinguazzavano a turno un tipo che dirigeva il gioco, un po' di più di Bettarini a "La talpa", quasi come un "tronista di Maria De Filippi". Ma il top, cari miei, neanche a dirlo, è la mitica televisione russa. A parte il numero considerevole di sgallettate che sgambettano e canticchiano nei "vari varietà", mi commuovo ogni volta che vedo "Al postosky tuosky",
perché al posto di Alda D'Eusanio c'è un "tarro mai visto" che in canottiera e jeans, con un occhiale da sole "di quelli che puoi tirar su le lenti scure", conduce la trasmissione (con le lenti su) in cui improbabili personaggi (incluse le sgallettate di cui sopra) si scannano in russo. Ma il top of the tops è senza dubbio "Chi vuol esser miliardario", versione russa. Il presentatore è un po' più magro e un po' più giovane di Jerry Scotti, (ma sembra altrettanto simpatico) le scritte sono in cirillico, i premi in rubli - mi pare che il massimo sia 30.000 (se così fosse sarebbero 780.000 euro, calcolando il costo della vita e gli stipendi medi in Russia...) mentre
il resto è tutto uguale (studio, grafica, sound). Ebbene l'altra sera c'era una coppia. E' andata avanti disinvolta finché non è uscita la domanda sul calcio. Il nome di Maradona non mi pare ci fosse nella domanda, per cui ricostruendola, suonava pressapoco così: in che squadra giocava,
con il numero 10, il più grande giocatore argentino degli anni'80? A - Napoli B - Milan C- Roma D-Parma. Telefono a casa. Telefona a casa. Prova il collegamento, funziona, da ora hai 30", va bene. Morale della favola: "nieznaiu" (= non lo so). Sirena. Ok, mi gioco il 50 e 50. Napoli o Parma? Il concorrente si illumina. Parma. Il presentatore lo guarda, gli dice qualcosa, probabilmente "che diavoleria malefica ti sta passando per la testa?". Lui è sicuro, Parma. La moglie lo guarda: sei sicuro? Ti dico di si, Parma. L'accendiamo? TI DICO CHE E' PARMA!!! Ok te l'accendo, se è sbagliata problemi tuoi. PARMA!!!!!. Musica. Nooooooooooooooooooo. Napoli, era Maradona, imbecille. Sorriso, tutti a casa, non era Parma. "se vuoi partecipare invia un sms a....". Pubblicità.

Ma poiché la trasmissione è Cronache Lituane e non cronache televisive russe, torno in Lituania, questa nazione in cui si parla una simpatica lingua "indoeuropea, dal forte carattere conservativo e decisamente arcaica sotto molti punti di vista, primo tra tutti la pronuncia": in parole povere non si capisce un cazzo. Questo simpatico popolo ha delle tradizioni veramente ma veramente strane. Tipo: quando ti entrano in casa si tolgono le scarpe. Che posso capirlo in inverno,
quando se non le togliessero nel giro di due passi ti allagherebbero tutto l'appartamento per via della neve, del fango e della poltiglia che ti riporterebbero dentro dalla strada, ma d'estate?!?!?!?!?!? No, non esiste, non c'è verso; i lituani sono così: non bisogna toccargli i loro schemi e le loro piccole certezze, se no li si manda a male. E anche quando i miei padroni di casa son venuti per le bollette o si son tolti le scarpe o si son fermati sulla porta. Guarda che è
casa vostra. Sorridono. Non parlano inglese, non parlano lituano, parlano male russo, forse saranno polacchi. E allora statevene sulla porta, imbecilli.

Il matrimonio. No, tranquilli, no. Quello degli altri, uomini o donne che siano. A parte il fatto che qui la gran parte delle persone si sposano giovani, per poi divenire mogli depresse di mariti alcolizzati, meritano più di un cenno le feste di addio a nubilato e celibato.

E' ovvio che nella patria della birra la compostezza, l'eleganza e il senso della misura cedono sovente il passo all'indecenza e al poco decoro. Ma vedere fino a che punto si riducono i futuri sposini è qualcosa di curioso. In Italia gli ometti si ritrovano per delle cene, condite da spogliarelli, le donne si ritrovano anch'esse per delle cene a base alcolica, sovente accompagnate anch'esse da esibizioni di simpatici palestrati. Solitamente ci si ritrova con degli amici, gli amici di
una vita, della bella vita che sta per concludersi per trasformarsi in un altra vita, con altri ritmi e altre priorità. Qua non si invitano gli amici, o se si invitano gli amici, qua gli amici sono delle vere
e proprie merde. Perché costringono il futuro coniuge, sia esso uomo o donna, alle peggiori bassezze, grazie a un cocktail micidiale di alcool condito con le peggiori fantasie perverse lituane, che riducono allo zero la reputazione di una persona. Che poi io, da italiano non parlante lituano, tante cose non le capisco. Ma vedere di fronte alla Cattedrale, su Gedimino (rispettivamente la
piazza principale e il corso principale) uomini vestiti e truccati da donna con scritti addosso i peggiori improperi (sempre con i trucchi), costretti a farmare i passanti, parlare con loro per chiedere chissà cosa, a volte con degli striscioni alle spalle, incuriosisce. Di solito i simpatici
ometti si ritrovano o su autobus, o su biciclette collettive (tipo i risciò ma con circa 18 posti) in compagnia di una donzella in minigonna che funge sia da navigatore che oste benevola di quantità industriali di birra, e fanno il giro della città fino a raggiungere lo stremo delle forze. Altri, i più sofisticati, affittano delle Limousine (in giro ce ne sono a bizzeffe, per di più i costi non sono esattamente "impopolari") cariche di simpatiche e avvenenti signorine vestite a tema e a bordo di queste simpatiche autovetture fanno il giro della città, probabilmente ingurgitando come nelle migliori tradizioni lituane ettolitri di alcool, prima di finire nello strip club presso il quale è stata affittata la Limousine. Ma non è una pratica così diffusa perché manca l'elemento di degradazione per il futuro sposo. Per le genti donzelle invece la cena di solito è a casa della festeggiata: la futura sposa indossa un velo bianco mentre le amiche delle corna rosse, a volte anche il vestito da diavolette. Ebbene queste bande di scalmanate senzadio, dopo cena, vanno in giro per la città esponendo la loro "amica", di solito ubriaca persa, come trofeo ad ogni passante facendo in modo che ognuno le dica qualcosa per dissuaderla dal buon proposito. Spesso si organizzano con striscioni e sterei per far si che la futura sposa non passi inosservata proprio da nessuno, sempre tra Gedimino e la Cattedrale. La cosa sorprendente è che i futuri coniugi stanno al gioco, e l'essere in preda all'alcool non è una giustificazione, perché sanno esattamente che cosa li attende, se lo so io che son qui da due mesi.

I lituani e l'ombrello. Chiarito il fatto che i lituani non hanno amici in carne e ossa, le feste di cui sopra ne sono una lampante dimostrazione, bisogna chiarire verso quali entità forse mitologiche,
queste creature antropomorfe tipicamente lituane decidano di destinare quei sentimenti che noi comuni mortali, chi più e chi meno, destiniamo comunemente ai nostri amici umani. La prima soluzione plausibile che mi viene in mente è l'ombrello. I lituani sostituiscono gli amici con gli ombrelli. Se il migliore amico dell'uomo è il cane, il migliore amico dei lituani è l'ombrello. Perché è lui che li ripara dalla neve, tre mesi l'anno, è lui che li salva dalla pioggia, sette mesi l'anno. E nell'arco dei sette mesi l'anno suddetti, la pioggia arriva senza preavviso, quando meno ce lo si aspetta. Da noi si dice che chi trova un amico trova un tesoro. Se un lituano trova un ombrello
è contento. Perché anche nei due mesi rimanenti, l'estate lituana, i lituani, un po' per spirito di riconoscenza, un po' perché non sanno neanche loro cosa vogliono dalla vita e dai fenomeni atmosferici, l'ombrello nella borsa ce lo hanno comunque: un po' perché in Lituania può sempre piovere, e un po' perché anche quando c'è il sole loro aprono il loro ombrello e si riparano dai raggi generando l'ombra artificiale. Ma evidentemente non sanno che il nero attira il sole e che gli "ombrelli estivi" (hanno un nome?) che io pensavo utilizzassero solo la regina Elisabetta e il Papa (più qualche altro nobile snob o "fintoricco" che spacciandosi per il Papa cerca di abbordare le ragazzine) di solito sono bianchi. Perché con l'ombrello nero magari i raggi non ti arrivano dritti in fronte ma se metti sull'ombrello nero, le uova, dopo un po' iniziano a cuocere. Mi sa che ancora non lo sanno, se no loro le uova ce le metterebbero. D'altra parte sono lituani. E col sole non hanno molta confidenza.

Sembra una frase fatta, ma i lituani sono proprio lituani, non c'è nulla da fare. Impazziscono per Toto Cutugno, conoscono le canzoni di Drupi, il loro riempipista attuale è "Baila Morena", si fomentano per le canzoni dei Ricchi e Poveri. E quando gli chiedi perché studiano italiano spesso ti rispondono "per la cultura italiana", per le tradizioni, per i film e per le canzoni.

Sono seriamente preoccupato. Non dovrei, dato che i lituani sono proprio lituani. Un po' come noi italiani, che siamo proprio italiani.

Tanti saluti, a presto.

USL.

Thursday, June 29, 2006

QUATTORDICESIMA PUNTATA

LA RISPOSTA LITUANA ALLO SCOLAPASTA

Che poi sti lituani sembrano...ma poi in realtà.....sotto sotto.....ma molto sotto sotto......no, ancora più sotto.....no, non così sotto: siete sempre i soliti maliziosi.

Un buchetto - aridajje - sul coperchio di una pentola a cosa può servire? Me lo chiedevo l'altro giorno da Maxima - una delle principali catene di supermercati lituane - ma all'improvviso mentre stavo cuocendo i "makaronai", senza avere lo scolapasta, ho capito che impugnando la pentola con le presine e capovolgendola probabilmente l'acqua sarebbe uscita dal buco. Diciamo che il principio è valido, anche se una parte dell'acqua esce anche dal bordo della pentola. E se la risposta lituana allo scolapasta è apprezzabile, così non è per la risposta lituana alla pasta, che pur non essendo totalmente deprecabile, apprezza talmente tanto anche lei le pentole lituane che non ci si staccherebbe mai.

Diciamo che come al solito dall'Italia giungono notizie un po' confuse. Ebbene c'è stato il referendum, l'affluenza è stata alta. La battaglia, come sempre quando c'è in ballo l'interesse dell'Italia è stata aspra: non sono mancate né le polemiche né gli spot censurati. E comunque alla fine hanno vinto i "NO". E Lippi, da buon italiano fedele alle regole, si è adeguato. La domanda era "schiereresti Totti dal 1" e gli spot censurati erano quelli della Vodafone. Ma Totti ha segnato, le polemiche sono divampate nuovamente e qualcuno, forse per la commozione, quasi si ammazza lanciandosi dal balcone della sede di una squadra di serie C.

Ormai è ufficiale. In giro per Vilnius non si può più parlare italiano. Un po' perché tanti autoctoni capiscono e un po' perché i turisti italiani iniziano a essere veramente tanti e veramente poco sopportabili. Si dividono in due categorie. Da una parte abbiamo delle interessanti gite di colonie della terza età - o comunque di coppie non esattamente giovanissime - mentre dall'altra ci sono i "Ué! io ho i dané, ma quant'è che vogliono 'ste lituane qua per una ciulatina?!?!?!", che diventa "Ao! An vedi che fregna! Ma quanto sei bbona!!", per non dire "Che sfaccimme!!!Quì è pieno di pucchiacca!!!", che magari diventa "Minchia picciotti!!!Qua arrapantissime sono!!!!Bedda lituana, vuoi vedere la mia lupara?" (diciamo che quest'ultima frase non è che funzioni tanto perché a queste latitudini, più che le lupare, temono i kalashnikov). Che poi questi ultimi, quando li incroci per strada, ti guardano e ti chiedono: "Ma tu sei italiano?". Risposta: "Si". E loro:"Noooooooooooooooo!". E io penso: "Ma vaffanculo! Son qua da più di due mesi, tu domani te ne vai a Riga, dopodomani sei a Tallin e tra quattro giorni sei di nuovo in Italia, non avrai capito un cazzo delle nazioni baltiche e mi dici "Nooooooooooooooooo!"???Ma vaffanculo!"

A conferma di quanto detto poco sopra vi informo che questa sera a Vilnius si chiude il Festival Italiano, un'iniziativa che ha prodotto una serie di manifestazioni coinvolgendo praticamente tutto ciò che è made in Italy a Vilnius. Si terrà sotto l'istituto, ora stanno facendo la prova microfoni (senza dire "un due tre prova!"). Ci sarà un concerto di un gruppo che fa solo cover italiane - Toto Cutugno, Al Bano e Romina, Drupi su tutti - e soprattutto ci sarà un ricco rinfresco interamente composto da cibi e bevande (rigorosamente italiane): e ovviamente anche cronache lituane - una trasmissione abbastanza made in Italy - non si lascerà scappare l'occasione e solo per onor di bandiera parteciperà....almeno al rinfresco (sperando che se anche se il metodo per scolare la pasta non dovesse essere lituano, diciamo che i maccheroni sarebbero meglio dei "makaronai"...).

Vi terrò informati. A presto.

USL

Thursday, June 22, 2006

TREDICESIMA PUNTATA

E' SCOPPIATA L'ESTATE

Ai lituani non sembra vero. E ai forestieri nemmeno. No. Nessuna intercettazione telefonica, nessun giro di donne e spettacolo, nessun erede al trono che finisce al gabbio, nessuna attesa per capire chi ha vinto il campionato nazionale. Niente di tutto ciò.

E' semplicemente scoppiata l'estate e i lituani non ci stanno più dentro. Te li vedi che, come i bambini, giocano con le fontanelle schizzandosi con gli amici. Oppure seduti senza scarpe in favor di sole con i piedi a mollo, sempre nelle fontane.

Siamo abbondantemente sopra i 20° centigradi da una decina di giorni e al contempo (sorprendentemente) non piove (ieri mi dicevano che "una giornata così non sfigurerebbe nemmeno in Italia"). E allora i simpatici ometti lituani passeggiano, lavorano, bivaccano, guidano o fanno qualsiasi altra cosa a torso nudo mentre le gentil donzelle lituane ancheggiano (sempre gaie e sorridenti) a venticinque centimeteri da terra su vertiginosi sandali aperti con mini (mini) gonne, (mini) pantaloncini inguinali o pantaloni di lino bianchi (che a posteriori lasciano intravedere suggestivi miraggi che non si vedono neanche nel miglior mezzogiorno di fuoco nel più grande lago salato del deserto del Sahara).

Ma se è un peccato che gli occhiali da sole nascondano la loro parte migliore (gli occhi, tutti rigorosamente azzurri, ma azzurri per davvero, o verdi, ma verdi per davvero) non tutti i mali vengono per nuocere, sicché non si vedono più in giro quelle (fastidiosissime) calze a rete ricamate (che spopolano da queste parti) che che che disegnano sulle gambe (anche quelle tornite e perfette) delle sorprendenti vene varicose "che nemmeno mia madre prima dell'operazione".

E mentre il caldo imperversa i mondiali di calcio poroseguono. I sorprendenti lituani li seguono con interesse ma è evidente la loro poca cognizione di causa. Perché il simpatico palinsesto di Lietuvos 1 Televizjia (la principale televisione nazionale che trasmette TUTTE le partite, sottolineo TUTTE, ma preciso tutte quelle NON in CONTEMPORANEA) tra Italia-Repubblica Ceca e Stati Uniti-Ghana ha scelto Stati Uniti-Ghana (ribadisco la poca cognizione di causa). Ma a mali estremi estremi rimedi, sicché il bar di italiani del centro opterà per la tv tedesca che trasmette tutte le partite (stavolta tutte per davvero).

E mentre è già partito il serpentone dei titoli di coda anche per questa puntata le note dell'Inno di Mameli salutano l'ingresso delle squadre in campo e un brivido mi sale lungo la schiena.

"Cari amici telespettatori buonasera da Amburgo, siete collegati con l'AOL Arena che tra poco ospiterà la sfida tra Itallia e Repubblica Ceca, partita valida per il terzo turno del girone E dei trentaduesimi di finale del campionato mondiale di Germania 2006. La classifica provvisoria del girone vede in testa gli azzurri con quattro punti seguiti da Ghana e Repubblica Ceca con tre e Stati Uniti con uno. Vado a leggervi le formazioni in campo. Italia scende in campo con Buffon..... La Repubblica Ceca risponde con ..... L'arbitro dell'incontro è il signor Benito Mendez Archundia della federazione messicana: ha già diretto Brasile-Croazia e Francia-Corea del Sud. Ascoltiamo ora gli inni nazionali, eseguiti dalla fanfara dell'esercito tedesco.........Partiti! I giocatori dell'Itallia con casacca, pantaloncini e calzettoni azzurri attaccheranno da destra a sinistra dei vostri teleschermi.......".

In tempi di cronache lituane (quelle vere, quelle delle partite di Lietuvos Televizjia) volevo lanciare un messaggio al mitico Pizzul, buona anima: caro Bruno, anche se portavi parecchio sfiga, mi manchi!!!!

Un caro saluto a tutti (Pizzul incluso).

USL

Tuesday, June 13, 2006

DODICESIMA PUNTATA

LA SCOPERTA DELL'ACQUA CALDA

Benvenuti a Cronache Lituane, l'unico reality show che va in onda solo quando il concorrente ha voglia.

Ho ricevuto da più parti segnalazioni riguardo alla bassa frequenza con cui ultimamente il blog viene aggiornato. Ciò mi fa dire che qualcuno si è affezionato ai racconti. Forse la legge Basaglia andrebbe rivista.

Venerdì sera ho scoperto che infondo la scoperta dell'acqua calda non fu così banale. Perché aprire il rubinetto dell'acqua calda e sentire che esce davvero acqua calda è una delle sensazioni più belle che un uomo possa provare in Lituania.

Specie dopo aver vissuto per dieci giorni senza. Il dramma era partito il 28 maggio alla sera. Apro il rubinetto, esce acqua fredda. Boh...ci sarà qualche problemino...domani sarà tutto risolto. Che te lo dico a fare. La sveglia suona puntuale alle 7.30: la tragedia di un simpatico stagista si consuma sotto la doccia ghiacciata che apre una giornata che peggio di così non può proseguire. Arrivo in Istituto e chiedo se il mio problema è comune o se sono l'unico scemo di Vilnius senza acqua."Ma non c'era nessun foglio nel portone?"."Non lo so, ma anche se c'era cosa lo avrei letto a fare?"."Perché?"."Indovina...". "E' in lituano..."."A volte ti sottovaluti".

Il foglietto in effetti c'era, nonostante qui anche i mesi abbiano nomi improponibili, deduco che l'acqua mancherà per due giorni (si tratta di una sorta di test delle tubature che d'inverno non può essere fatto, per ovvi motivi). Ok, due giorni, me ne sto, anche perché nel week end (scorso) sono in gita sul mare (vi consiglio vivamente Palanga - la "Rimini lituana", una cittadina con il lungo-mare perpendicolare, non parallelo, rispetto alla spiaggia), al ritorno dovrebbe essere
tutto risolto.

Come no. Ritrovo casa così come l'ho lasciata. Cioè senz'acqua calda. Stavolta mangio la foglia e mi catapulto sul nuovo simpatico fogliettino che in una lingua strana e incomprensibile a un comune mortale, informa che l'acqua mancherà ancora per quattro giorni. Imprecazioni e bestemmie varie ed evetuali.

Ma per ogni problema c'è una soluzione. E allora via a scaldare acqua con lo scaldaqua elettrico da the (come si chiama in italiano? Come si scrive the? Te? Tè? Thé? Te'? The'?), riempire secchi e tirarsi acqua bollente o ghiacciata con un barattolo di fagioli (senza più i fagioli dentro) miscelata con l'acqua fredda della doccia.

Ormai mi ero affezionato a questo bizarro modo di lavarmi - anche perché i tre giorni di cui sopra son diventati sette, per un totale di dieci o undici, non mi ricordo - quando all'improvviso, mentre già avevo scaldato una teiera e mezzo, dal rubinetto è sgorgata incredibilmente dell'ottima acqua calda.

Nel frattempo venerdì, anche in Lituania, sono iniziati i Mondiali (com'è il titolo della puntata che non mi ricordo più?).

I lituani amano ribadire che a loro il calcio a loro non interessa.

Ma benché tutti i bar e i ristoranti del centro diano Germania-Costa Rica (sottolineo Germania-Costarica), (ribadisco, en passant, Germania-Costa Rica, non Brasile-Argentina o Lituania-Serbia di basket), trovare un posto per sedersi e mangiare e vedere la partita non è
stato semplicissimo. Ravioli al pollo, una birra media e un maxi-schermo. Tutto è pronto per cominciare, compresa la compagnia italiana. "Ma la Grecia c'è ai mondiali?". "E che ne so?", "Ci sarà, ha vinto gli Europei..."."Che cazzo di principio è? La Germania ha perso la seconda guerra mondiale eppure c'è...". "Hai ragione, allora non lo so". Questo per dire che l'italiano medo in Lituania dei mondiali non sa nulla, perché qua il clima "Mondiale" non c'è proprio per niente. Perché alle finestre delle case non ci sono le bandiere tricolori e perché guardare i mondiali con il freddo non è concepibile. Cosa voglio dire? Che mentre guardi la partita, fuori con giubbotto e maglioncino tremeresti dal freddo. E senza un ombrello saresti inzuppato, perché uno scroscione va e uno viene. Segna la Germania. Tripudio. Pareggia il Costa Rica, qualcuno esulta. "Saranno del Costa Rica?" mi chiedono. "Saranno polacchi, rispondo". "Ops...mi sa di si, sono troppo chiari...". "Spiegami perché un costaricano dovrebbe venire a Vilnius". "Per vedere i mondiali". "Giusto, non ci avevo pensato". "Menomale che nessuno qui capisce l'italiano". "Hai ragione". Nel frattempo i ravioli sono finiti, mentre la partita prosegue. "Se la Germania non fa il terzo secondo me rischia...". "Si ma sto Costa Rica mi pare deboluccio e "ha le maglie troppo larghe
in difesa...". E comunque la Germania sta dominando". "Ci mancherebbe pure, gioca contro il Costa Rica...questi pensano di vincere il Mondiale"."Se è per questo lo pensiamo anche noi, ma quando vuoi che segni, sto Costa Rica?". Quando arriva nell'area di rigore tedesca: la difesa dorme, Whanchope (l'avevo già sentito sto nome....dove gioca? In Inghilterra o nell'Aldini?) segna. "Fossi l'allenatore del Costa Rica metterei un'altra punta". "Si ma poi le prende". "E
chissenefrega?". "A te che non sei del Costa Rica non te ne frega ma a lui forse si". "E a te che te ne fega? Sei del Costa Rica tu? Perdere 3 o 4 a 2 non è che cambi poi molto...". "Hai ragione, se
lo fa è un grande". Senza riuscire a capire se lo ha fatto o no, salutiamo il gran gol di FRINGS (uno dei miei idoli assoluti assieme a SCHWEINSTEIGER). "Ah ma c'era anche Schneider nella Germania...". E mentre finalmente capisci la formazione della Germania, ma ancora ti chiedi perché Ballack (ma infondo anche Klinsmann) sia in panchina, la partita finisce senza che ci sia stato alcun minispot e senza alcun tipo di "serpentone" o "miniscrittina" pubblicitaria.

Ma il discorso 'clima mondiale' non cambia nemmeno con il caldo. Perché se l'Italia gioca alle 10 di sera - ora locale - quando ti avii verso il bar italiano per seguire il match, non può esserci ancora il sole come fossero le 18 ora italiana. E quando comincia la partita ti rendi conto che i lituani sono davvero strani. Perché loro (che non hanno articoli ma solo casi), trasformano anche i nomi propri, sicché il commentatore chiamava 'Buffonas', 'Tottis', 'Zaccardos' e via dicendo i nostri giocatori. Che hanno vinto contro il Ghana. Ma gli arbitri del mondiale (tra l'altro il nostro di ieri era la giusta via di mezzo tra Cambiasso e Raul Casadei) hanno cuffia e microfonino per parlare con Moggi?

Nel dubbio apro l'angolo quiz. Abbina ciascuna parola italiana con l'equivalente lituano. Se ci riesci pensa quanto sono sfigati i mesi lituani (ovviamente sono in disordine).

Parole Lituane: Birželis - Rugpjūtis - Vasaris - Gegužė - Rugsėjis - Lapkritis
Equivalenti italiani: Agosto- Giugno - Settembre - Novembre - Maggio

Il tempo è tiranno ma galantuomo, per cui se questa puntata è finita, prossimamente ce ne sarà un'altra. Per cui arrivederci a Cronache Lituane, l'unica trasmissione italiana da Vilnius.