Thursday, July 20, 2006

SEDICESIMA PUNTATA

TUTTO IL MONDO NON E' PAESE

Bentornati a Cronache Lituane.

Per cui benvenuti in Lituania, un paese in cui ci sono ancora i vuoti a perdere, le musicassette sui banconi dei supermercati e i juke box nei ristoranti-bar (a proposito, la distinzione non è sempre così chiara).

Benvenuti nel paese delle sigarette (e dei fumatori incalliti) e della birra (e degli alcolizzati incalliti, che spesso coincidono con i fumatori incalliti di cui sopra).

Gedimino Prospekto, giovedì 20 luglio, ore 14 circa. Sole. Un leggero venticello accarezza le foglie degli alberi. Pomeriggio tranquillo.

Traffico contenuto, come al solito c'è silenzio. La gente passeggia e anche io passeggio, pensando al lavoro che mi attende. Palazzo del KGB, l'Accademia di Musica, la Corte Costituzionale, il Ministero di Grazia e Giustizia, la statua di Žemaitė, il Lithuanian Wild, il Lifestyle 69... Tutto è a posto e tutto è bello quando c'è il sole.... Nonostante il viale sia interrotto da un cantiere, come al solito regna la pace. E come al solito cinguettano gli uccellini.

Fiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!BUM!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Che succede?

Striscie pedonali, un uomo attraversa la strada, la prima macchina - guidata da un uomo "in carne" sulla cinquantina - frena per farlo passare, la seconda frena per evitare l'impatto ma succede l'irreparabile.

L'uomo guarda nello specchietto con aria compassionevole, dalla seconda macchina scende una signora distinta sulla trentina - una bionda incredibile con due occhioni azzurri- che sorridendo spara un "laba diena!" all'autista che, con la solita flemma compassionevole, la guarda con l'aria di chi pensa "laba diena mica tanto...", prima di concentrarsi sui paraurti delle due autovetture che non si sono fatti assolutamente nulla.

Una macchina sorpassa le due macchine ferme, abbassa il finestrino e chiede qualcosa.

Risposta negativa, puoi andare, non ci serve nulla, stiamo tutti bene (nel frattempo io mi domando: ma cosa vuoi che si siano fatti, per un tamponamento a 10 km/h???).

Fossimo in Italia la gente uscirebbe in massa dai negozi, smetterebbe di passeggiare per correre a vedere cosa è successo, telefonerebbe agli amici per dire che "non ci crederai ma è appena successo un incidente che c'era un tipo che attraversava la strada, una macchina ha frenato e la seconda lo ha tamponato si sono sfasciate tutteddue le macchine e sono scesi cinque uomini con il cric e dall'altra cinque gnocche incredibili con i cric anche loro e io ero li e ho visto tutto, ora telefono anche a Giuseppe e glielo racconto anche a lui ti saluto perché devo andare a vedere cosa succede ora ciao ti saluto dopo ti richiamo per dirti cosa è successo...".

In Lituania no. La gente non si scompone, nessuno fa un passo per vedere che cosa è successo, il silenzio e la pace regnano sovrani. Se ne fottono proprio, per dirla con finezza. E anche io scelgo l'atteggiamento lituano mentre penso due cose. La prima, ho appena assistito a un tamponamento lituano, che bello. La seconda. Chissà se il simpatico omaccione ha compilato la constatazione amichevole. Ovviamente non per l'assicurazione ma per il numero di telefono...

Ma gli interrogativi durano poco, come i facili entusiasmi figli dell'identificazione con l'uomo della vettura tamponata. In Lituania non esiste la constatazione amichevole: per ogni incidente bisogna chiamare (e aspettare, anche per ore, mi assicurano) la Polizia. Sia che ci siano morti, feriti, auto divelte e lamiere accartocciate che per i micro-tamponamenti un po' più che simbolici.

E mentre vi invito a non "viziarvi" con due puntate in tre giorni, vi saluto cordialmente, congedandomi anche per oggi.

Arrivederci a Cronache Lituane, l'unica trasmissione che se fosse in Shevchenko tornerebbe al Milan.

A presto.

USL.

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