Thursday, July 27, 2006

DICIASSETTESIMA PUNTATA

E VISSERO TUTTI FELICI E CONTENTI

Preambolo. Solo il una vittoria mondiale poteva tirar su le sorti del nostro campionato, precipitato in uno degli abissi più profondi che l'umanità avrebbe potuto concepire. E vittoria mondiale è stata. Anzi è te-stata. Perché un giocatore che con due colpi di testa ha steso il Brasile - dopo un'indimenticabile passeggiata sul corpo di Fuad Amin, capitano dell'Arabia Saudita - e con altrettanti ha mandato ko Jochen Kientz, difensore dell'Amburgo, e Marco Materazzi, difensore dell'Italia, si è confermato un giocatore modello. Diciamo un modello dell'Adidas. Dopo che per mesi la Fifa ha parlato di linea dura per il gioco scorretto (dopo le cinque giornate di Milano ci sono state le quattro giornate di De Rossi), è arrivata la sentenza che "se Materazzi avesse detto di essersi tirato da solo la testata Zidane non sarebbe nemmeno stato squalificato". Ma non è tutto. Odio dire "l'avevo detto", ma nel trionfo del cerchiobottismo italico la sentenza che spedisce (solo) in B (solo) la Juve fa contenti tutti. I bianconeri sarebbero potuti finire in B, C1, C2 o Eccellenza - per cui infondo la B va più che bene - Lazio e Fiorentina rimangono in A e il Milan - che sarebbe potuto finire in B - si ritrova addirittura in Champions. E tutti gli altri, che magari avrebbero potuto anche essere coinvolti, infondo ne escono puliti. Ma c'è un altro "addirittura", ed è "l'addirittura" più clamoroso: gioisce "addirittura" l'Inter, che senza sapere né dove né perché né quando, si conferma vincitrice dello Scudetto di Agosto, che quest'anno però vale tanto quanto quello di maggio. Ma dell'anno prima. Insomma c'era una cupola in cui qualcuno decideva, altri ubbidivano e altri ancora ottenevano il proprio tornaconto e come nella migliore tradizione italica sono stati "puniti" (si fa per dire) solo in quattro, quelli cioé che non potevano non essere puniti. E' la morte del calcio. C'era una testata all'ultima partita, una finale di un campionato del mondo - mica scapoli e ammogliati - e infondo è stata colpa di quello che ha subito la testata - c'erano quattro squadre che avrebbero potuto essere spedite all'inferno - per il Milan non sarebbe stata una novità - e si ritrovano addirittura a far la Champions, e c'era l'Inter, la beneamata Inter, che si ritrova addirittura campione d'Italia, perché infondo chissenefrega, tra non assegnare a nessuno uno scudetto e far contento un poveraccio si è preferito - in virtù del cerchiobottismo italico - far contento il poveraccio. Evviva lo sport.

Benvenuti a Cronache Lituane, l'unica trasmissione che riesce benissimo a non parlare di calcio, come il giuridico breve preambolo dimostra. Benvenuti in Lituania, benvenuti a Vilnius. Una città in cui tutto cambia velocissimamente, in cui se ti fermi in un posto per più di dieci minuti rischi di trovarti in mezzo a un cantiere che decide di costruire un palazzo esattamente sulla tua testa. "Sembra la Palermo degli anni '80" mi diceva un italiano che vive qua da tempo e che ne sa. Vilnius, questa città che se non cambia molto tra il giorno e la notte - nel senso che in questo periodo la notte dura circa 10' - cambia drasticamente tra venerdì e sabato e tra domenica e lunedì. Perché se venerdì sera provi a entrare in un Maxima - la principale catena di "alimentari" - qualsiasi, vedi gente che riempie carrelli e carrelli di birra, vodka, qualsiasi altro superalcolico, carne e spiedini. Perché nei weekend qua tutti, e sottolineo tutti, i vilniesi - e non dico gli studenti pendolari, perché quelli sono spariti da mesi - si mettono in macchina e se ne vanno nella casa di campagna, che sovente è sul lago. Ma quando tornano, del lago non si ricordano nulla. I lituani che fanno una gita fuori porta nel week end la fanno esclusivamente per ubriacarsi fino al devasto e al coma etilico - come se non lo facessero anche a Vilnius nei giorni ordinari. Alcuni, quelli più seri, vanno in campagna per "fare giardino". Che a dicembre, quando ci saranno meno trenta gradi e a febbraio, quando ci saranno almeno più trenta centimetri di neve, sparirà nel dimenticatoio senza colpo ferire (e io mi chiedo perché farlo?). Nel frattempo in città non c'è nessuno, è vuoto pneumatico. Ci sono solo turisti. Italiani, di solito.

Benvenuti a Cronache Lituane, questo blog reality show che ormai volge al termine e per cui non impazzano televoti per decidere il vincitore. Un po' perché c'è solo un concorrente, un po' perché non c'è il premio e un po' perché non è una competizione. La tristezza si sta impossessando della scena, il volo Flylal per l'Italia si sta materializzando di fronte agli occhi di chi, infondo, non ha proprio voglia di pensare alla preparazione delle valigie. E che non riesce a finire la puntata in preda a un "groppo in gola" gigante.

Arrivederci a tutti. Sigh.

USL, anzi UST (Un Sacco Lituano, anzi Un Sacco Triste)

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