Friday, May 19, 2006

OTTAVA PUNTATA

SE L'AVETE GIA' LETTA RILEGGETELA! E' CAMBIATA!


TRIPUDIO ROSSONERO. Non sono in delirio. Né in crisi mistica, a un anno da Istanbul, per aver rivisto la coppa, finita (clamorosamente, ma non troppo) nelle mani del Barcellona.

Ieri a Vilnius i caroselli rossoneri erano tutti per il Letuvos Rytas, la squadra di basket (che porta il nome del principale giornale lituano) che si è imposta contro lo Zalgiris Kaunas. E se la formazione dei cestisti vilnieciai (si legge 'vilnieci' e vuol dire 'di Vilnius'), notoriamente rossonera, vola; non va così ad altre formazioni nostrane. Perché infondo questi sono tempi duri per chi deve selezionare le squadre, siano esse di Governo (letti i nomi dei mille neo-ministri capisco perché la Costituzione voleva rimandare più in là possibile l'insediamento del nuovo Esecutivo) o di calcio (non so voi ma io Lucarelli lo avrei convocato, anche se non è della Gea).

A proposito di politica. Tutte le mattine, dal lunedì al giovedì, verso le 8.20 passo davanti al Palazzo del Presidente per andare in Istituto. Ebbene tutte le mattine incrocio l'auto di Adamkus, il Presidente della Repubblica Lituana, che va al lavoro. Tutte le mattine va al lavoro: pensate ai nostri politici...Vi chiederete come faccio a riconoscerlo. A parte che l'ho visto in una conferenza stampa e in alcune fotografie, ma è difficile non accorgersi del suo passaggio. Perché si fa sempre precedere da un'auto della polizia, che accende lampeggiante e sirena, e seguire da due auto blindate color blu. Diciamo che qui non temono i terroristi, che come la maggior parte delle persone normali non sanno né che esiste la Lituania, né la sanno localizzare con esattezza (ci tengo a sottolineare che il Palazzo del Presidente è dotato sia di corrimano che di ascensore per gli invalidi: avete mai sentito parlare in Italia di barriere architettoniche?).

E giusto di fronte al Palazzo del Presidente, poco distante dall'Istituto, c'è la facoltà di filosofia dell'università di Vilnius. Cari tutti, se siete insoddisfatti del vostro corso di studi, se volete prendere una seconda laurea o se siete alla ricerca di voi stessi e del vostro io, la facoltà di filosofia dell'università di Vilnius è la risposta a tutti i vostri problemi, è la panacea a tutti i mali del mondo. Perché? Non fate gli ingenui...

Sono ormai venti giorni abbondanti che vivo in Lituania, eppure mi sembra di essere arrivato ieri perché le giornate mi volano. Ma contemporaneamente mi sembra di viver quì da sei mesi, perché mi sento sia rilassato che inserito nei ritmi vilnieciai: senza rendermene conto ormai passeggio per le strade fischiettando e canticchiando le canzoni della curva rossonera (e questa volta mi riferisco al Milan, non sono ancora così integrato). Per la cronaca: la parola "curva" a queste latitudini ha un significato leggermente diverso dal nostro, e se posso permettermi un consiglio, se fossi in voi non la direi a una gentil donzella nel tentativo di "attaccare bottone" (aridaije....ho già ribadito che di fronte a certe domande MI AVVALGO DELLA FACOLTA' DI NON RISPONDERE!!!).

Non ci crederete, ma a Vilnius il cielo è azzurro. Ma veramente azzurro, anche quando piove. E in pieno centro capita, in un'assolata domenica pomeriggio, di vedere che sul balcone del primo piano un signore di mezza età che dorme, giusto qualche metro sopra un incrocio tra due strade a scorrimento veloce. Perché se i lituani dicono che Vilnius è grande e caotica, io dico che è spettacolare, ancora una volta in pieno centro di una capitale, essere distratti dal cinguettìo degli stormi di uccelli che con le loro roboanti traiettorie varcano senza difficoltà il labole confine che separa i boschi dal centro città. Pensando al cielo, bianco e tagliato solo dalle traiettorie degli aerei, e agli alberi, neri e striminziti, di Milano, ogni volta che guardo in sù qui a Vilnius, rimango piacevolmente esterrefatto.

Mi aggrappo alla poesia perché ormai il mio occhio italiano sta lentamente diventando italo-lituano, per cui tante sfumature iniziano a diventare normali e si fa sempre più difficile concentrarsi per dar qualità alle cronache lituane, anche alla luce del fatto che "i complimenti per la trasmissione" continuano a giungere da diverse parti (non lo scrivo per bullarmi ma per ringraziare "pubblicamente" il mio "pubblico").

E nel ringraziare il mio pubblico per la costanza e la pazienza con la quale mi segue, mi congedo: ci aggiorneremo prossimamente sempre quì a cronache lituane, l'unica trasmissione che non subirà le critiche del processo de lunedì di Aldo Biscardi.

Alla prossima.

USL

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