Tuesday, May 09, 2006

QUINTA PUNTATA

ACCETTA IL CONSIGLIO, VIENI IN LITUANIA

Mentre in Italia le intercettazioni telefoniche di Moggi, le incursioni delle Iene al Processo di Biscardi e le dimissioni di Carraro non permettono al Parlamento di eleggere il Presidente della Repubblica, in Lituania "si sta una favola": c'è il sole, fa caldo e non serve il giubbotto (fuori dall'Istituto, perchè qua dentro si gela).

In centro c'è sempre tanta gente, non c'è traffico, non c'è rumore, non ci sono "schiamazzi notturni". Ma il guaio è che non ci sono nemmeno le tapparelle, sicché alle 7 di mattina sembra già mezzogiorno, per cui chi non riesce a dormire con la luce, da queste parti, soffre parecchio.

Ebbene, cari tutti, ho iniziato gli "affiancamenti" con gli insegnanti: se ieri sera ho seguito un corso di principianti (che poi tanto sprovveduti non erano, se penso a molti italiani...), questa mattina sono reduce da un corso di "avanzati", nel quale sono stato introdotto addirittura come "collega" dell'insegnante e all'interno del quale si è chiacchierato con gli studenti di politica italiana (rendetevi conto del livello, ancora una volta, pensando a molti italiani...).

Ebbene vi confermo che ho trovato casa: abito a Gedimino (la via principale) in un bilocale gigante ed elegante (circa 70 metri quadrati) che domenica ho avuto il piacere di riassettare da cima a fondo. Sempre a domenica risale la mia prima "lavatrice". Direte voi "sarà mica difficile fare una lavatrice...", ma qui casca l'asino: la lavatrice è "in tedesco", la mia padrona di casa ha tradotto le istruzioni in russo (pessimo, mi è stato assicurato) che due lituani dell'istituto hanno tradotto prima in lituano e poi in italiano. Insomma per un puro caso finora non ho rovinato ancora nulla.

Per il resto diciamo che sto imparando a fare la spesa, ormai mi disimpegno tra i banconi del supermercato come fossi una massaia (russa) di cinquant'anni. I prodotti russi (appunto) sono spassosissimi: dovremmo organizzarne l'importazione in Italia. Ma senza tradurre le etichette: diciamo che economicamente non sarebbe granché conveniente ma ci si divertirebbe parecchio. Perché se il dentifricio Ftorodent, pagato un settimo di euro circa, infondo non è male (nel senso che non mi sono ancora caduti tutti i denti), per altri prodotti non va sempre così. Perché per i prodotti russi l'apparenza inganna e non si è mai sicuri della reale natura del prodotto acquistato. Vi faccio un esempio: ero lì al banco frigo cercando di districarmi tra i wurstel. Ce n'erano una sfilza, vai a capire in lituano le differenze: allora mi butto sul prezzo. I più economici, manco a dirlo, erano quelli con la confezione dalle scritte cirilliche: non ho resistito, li ho presi (anche perché i prodotti russi hanno sempre delle etichette molto fantasiose). Sono andato a casa convinto di cuocere dei wurstel. E invece mi son ritrovato con un ottima via di mezzo tra la salsiccia e il wurstel, più vicina alla prima per la verità, ma assolutamente di livello.

Per il resto non saprei cosa aggiungere, a parte che sto scoprendo ogni giorno di più che noi italiani siamo messi veramente ma veramente male: qua TUTTI i giovani (ma non solo) parlano inglese (per davvero, mica come noi) e tutti i vecchi parlano russo (ovviamente oltre al lituano). Il che vuol dire che sono tutti bilingui, all'incirca. Noi non siamo nemmeno "monolingui" (mi sa che non si dice così...): NESSUNO parla italiano e quei sparuti soggetti cha azzardano un improbabile inglese lo fanno soprattutto a gesti.

Dai, anche per oggi è andata.

Statemi bene tutti, a presto.

A.

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